Progetto “Teresa Ibe”


Nel sud-est della Nigeria, nell’ex Biafra,sorge la comunità rurale di Mbutu–Nweorie. L’economia di questa comunità è basata semplicemente su un agricoltura di sussistenza, fatta di pochi frutti che la terra dona a coloro che, purtroppo, non hanno nulla per far fronte alle precarie e gravi condizioni dell’intera comunità. In questa zona della Nigeria non esiste nessun aiuto da parte dello Stato o di altre autorità , non ci sono infrastrutture adeguate a garantire i servizi di prima necessità ad una popolazione, circa 30.000 abitanti, che sente forte l’esigenza di un aiuto concreto. La situazione sanitaria è una vera emergenza poiché in questo paese non esiste un presidio sanitario ed il più vicino è situato ad 80 km dal villaggio. Non ci sono mezzi di comunicazione, addirittura in alcune zone mancano le strade, impossibile garantire, quindi, qualsiasi tipo di assistenza sanitaria. Non si può pensare che in un mondo come il nostro, dove il superfluo è diventato essenziale, possano esserci ancora realtà in cui alcuni bambini muoiono per un semplice raffreddore,qui un bambino su sei non sopravvive più di cinque anni, dove una donna su dieci muore di parto, dove i farmaci cosiddetti “salvavita” sono solo un miraggio.
Noi possiamo fare qualcosa, anzi dobbiamo fare qualcosa.

Il Parroco di questa comunità, Don Antony, da anni cerca di migliorare le condizioni di questa popolazione. Ad oggi è riuscito, grazie anche al contributo di chi non fa finta di non vedere, a portare l’acqua in questo villaggio. Ma Don Antony è ambizioso e positivo, infatti ha acquistato un terreno dove prima o poi, questo dipende anche da noi, sorgerà un presidio sanitario. Mattone dopo mattone possiamo far crescere la speranza e trasformarla in qualcosa di concreto, di tangibile. Aiutiamo Don Antony a far crescere quei bambini senza che questi abbiano addosso la morte perché non possono curare un male che, a casa nostra, è invisibile. Non’è giusto.